Bonsai Club LaudenseBonsai Club LaudenseBonsai Club Laudense
Bonsai Club Laudense  PROGRAMMA ::  INIZIATIVE DEL CLUB :: GALLERIA CLUB ::  COME RAGGIUNGERCI ::  CORSO PRINCIPIANTI
 
menu
home
cos'Ŕ un Bonsai
storia
stili
tecniche
siti amici

i soci - contatti

novitÓ

Cos'è un bonsai e come si inizia

macro su bonsai Prima di tutto iscriviti ad un club, troverai dei nuovi amici e la risposta a molti dei tuoi quesiti. Se poi tra i programmi è prevista la partecipazione di un maestro, potrai crescere sotto la sua guida.

"Bello" è nell'arte Bonsai un albero che, in dimensioni ridotte, oltre a essere piacevole esteticamente, riesca a creare la visione in miniatura di un grande, anziano e maestoso esemplare. Non è sufficiente inserire un albero nano in un piccolo contenitore per poter dire di aver creato un Bonsai, ma è solo grazie alle sapienti cure, alle potature di diversi anni che una pianta può man mano assumere le caratteristiche di un vecchio albero. Scopo fondamentale della tecnica Bonsai è infatti quello di far sembrare la pianta più anziana di quello che è, di creare quindi un'età apparente maggiore dell'età reale.

Acquistare un bonsai già formato ed imparare a mantenerlo in buone condizioni attraverso azioni come l'annaffiatura e la fertilizzazione è un'ottima preparazione alla coltivazione del bonsai. Avvicinarsi al bonsai in questo modo, si  imparano le tecniche di cura e di mantenimento. Il tentativo di creare bonsai può essere rimandato fino a quando non si è certi che si conoscono e si possono superare tutti i problemi che si presentano.

L'aspetto più piacevole del bonsai è la sua coltivazione. La scelta del materiale adatto come punto di partenza (araky) può in ogni modo favorire molto sia il processo di apprendimento sia il successo. Prima di incominciare a coltivare le varietà preferite è importante imparare la tecnica su essenze "più robuste", che hanno poche esigenze, hanno il fogliame piccolo, ed è meglio dedicarsi almeno inizialmente alle varietà spontanee della propria zona, prima di provare su specie più sofisticate. I bonsai "senza difficoltà" nella coltivazione si ottengono con essenze resistenti, che sopportano sia la potatura sia le cimature, ricacciano vicino al punto in cui il ramo è stato tagliato. Una specie raccomandabile è l'olmo cinese che vive all'aperto, in quasi tutta Italia. Altre essenze interessanti sono acero, ligustro, biancospino, cotoneaster, melograni, piracanta, olivi e mirto nel sud. Tra le conifere, il pino silvestre, tasso, e molte varietà di ginepri e cipressi.

L'esperienza più frustrante per il giovane bonsaista è forse il non riuscire a trovare del buon materiale di partenza (araky). Spesso è anche il cruccio del bonsaista esperto.  Talvolta si riesce a trovare qualcosa importato dal Giappone, e solo poche sono le ditte italiane che producono un buon araky. Essenzialmente ci sono due modi di procurarsi l'araky: adattare piante cresciute spontaneamente o coltivate per altri scopi, però trovare qualcosa di veramente valido è tutt'altro che facile e comunque molto raro, oppure bisogna coltivarlo da se stessi passo dopo passo.
Le caratteristiche del buon araky sono un nebari regolare, un tronco conico, e la presenza di molti rami sottili e flessibili. Per tale motivo il primo passo non è guardare la chioma, bensì mettere allo scoperto le prime grosse radici. Spesso, infatti, il nebari è in profondità e non a filo terra, ed il tratto di tronco interrato può modificarne radicalmente il disegno, o addirittura presentare difetti tali da renderlo inutilizzabile. Questo problema non esiste per le essenze che rispondono facilmente alla tecnica della margotta. Il giovane bonsaista che sceglie un araky spesso guarda il tronco già esistente in tutta la sua lunghezza, ma così finirà quasi inevitabilmente col realizzare un bonsai dalla scarsa conicità, invece conviene immaginare il maggior numero possibile di sostituzioni d'apice fin dalla parte più bassa del tronco. Quindi, spesso, risultano molto interessanti quelle piante che hanno il primo ramo molto grosso e molto basso con cui fare la prima sostituzione d'apice; questo caratterizzerà movimento e conicità.

Per quanto riguarda invece i rami, in primo luogo vanno eliminati tutti i rami grossi e non flessibili, lasciando dei monconi per realizzare degli jin se l'essenza li prevede. A questo punto il discorso cambia radicalmente da essenza ad essenza; per quelle che non rigettano dal tronco è indispensabile che ci siano il maggior numero possibile di rametti molto flessibili. Invece, per quelle essenze che hanno la capacità di rigettare abbondantemente dal tronco questo può essere lasciato anche completamente spoglio e ricostruire tutta la ramificazione con i nuovi getti. Nella scelta dei rami da lasciare, tenere presente che ne servono un numero molto maggiore degli impalchi che si prevedono per il bonsai, una volta giunta a maturazione; comunque, non lasciare mai a lungo due rami allo stesso livello, altrimenti si rischia che in quel punto si formi un antiestetico rigonfiamento del tronco.

Bonsai Club Laudense - c/o Floricoltura Cecchini Luciano, Casa S.Giuseppe 32/b (s.s. 9 Emilia) - 26900 LODI  mail