Le
tecniche per la coltivazione dei Bonsai sono molte e a volte complesse,
e si differenziano da pianta a pianta, abbiamo cercato di riassumere alcune
indicazioni di massima che in linea di principio sono applicabili
a qualunque essenza e a qualunque livello.
Impostazione
Coltivare un Bonsai richiede
una miscela di tecnica colturale e senso dell'arte.
Una discreta conoscenza
delle tecniche di base, unita ad una buona dose di pazienza ed esperienza
sono la base di ogni buon Bonsaista.
Se si acquistano bonsai
in centri specializzati, essi avranno già un'adeguata proporzione
del tronco e adeguata ramificazione. In questi casi non si può parlare
di impostazione della pianta, ma di semplice manutenzione.
Se invece si desidera
acquistare una pianta in vivaio per avere il piacere di crescerla
e personalizzarla, sono necessarie alcune operazioni di cui daremo
qui di seguito alcuni accenni:
Nella scelta di un albero
è importante valutare alcune parti dell'albero: il nebari, ovvero
le radici alla base del tronco, devono essere il più possibile evidenti
e disposte a raggiera attorno alla base del tronco, il movimento e
lo spessore del tronco a cui poi si adatterà lo stile, la conicità
della pianta, l'assenza di cicatrici troppo evidenti o di tracce di
capitozzatura; la disposizione dei rami che deve essere fitta e ramificata.
L'albero và osservato
attentamente da tutte le angolazioni per la scelta del fronte, ovvero
il lato da cui la pianta andrà osservata. La prima operazione sarà
quindi quella di selezione dei rami.
Per effettuare la selezione
dei rami, si deve aver ben chiara la forma finale che si desidera
ottenere, magari aiutandosi con un disegno o bozzetto, procedendo
quindi con attenzione e metodo. Generalmente, il primo ramo dovrebbe
avere il diametro maggiore ed essere il più lungo, gli altri dovrebbero
essere decrescenti verso l'apice e disposti a raggiera.
Nell'effettuare la potatura
dei rami, vi sono situazioni in cui essi vanno eliminati a priori:
se si incrociano o se nascono da uno stesso punto del tronco e se
presentano forme sgraziate o sproporzionate.
Si distinguono due tipologie
di potatura dei rami:
Potature di formazione:
consistono in una notevole riduzione della ramificazione esistente
per creare la forma e la proporzione desiderata. Potature di mantenimento:
hanno lo scopo di mantenere la forma data con l'impostazione e nel
contempo di stimolare un incremento della ramificazione secondaria.
Se si dovesse rendere
necessario modificare la direzione di alcuni rami o di parti del tronco
si può ricorrere alla piegatura degli stessi attraverso l'applicazione
del filo metallico. Si procede applicando del filo di alluminio ramato
in spire di 45° e piegando poi i rami nella direzione desiderata,
in alcuni casi sarà necessario proteggere il ramo in questione con
della rafia il cui scopo è quello di mantenere aderente le parti eventualmente
lese ai piani sottostanti, per favorire la riparazione dei tessuti.
Ovviamente sono disponibili
diversi diametri di filo a seconda delle dimensioni del ramo interessato
dall'operazione.
Un'operazione di mantenimento
importante nell'arte Bonsai è il rinvaso. Il periodico cambio del
vaso è un'operazione indispensabile per consentire una rigenerazione
dei nutrimenti a disposizione della pianta, ed una regolazione dell'apparato
radicale.
La composizione del terriccio
utilizzato è molto importante e varia a seconda dell'essenza che deve
essere coltivata, si utilizzano sia terriccio universale che akadama
e kanuma (argille giapponesi), nonché lapilli e ghiaia di diverse
granulometrie.
La miscela di queste
componenti porterà alla creazione del terriccio ideale. 
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Mantenimento
Il bonsai, richiede particolari
attenzioni per migliorare continuamente il suo aspetto, ma anche per
mantenere un buon livello di salute.
Spesso, i bonsai vengono
ricevuti come regalo, e chi lo riceve vuoi perché non ne è appassionato,
vuoi per mancanza di tempo e voglia di documentarsi, si limita ad
annaffiarli, magari nel modo meno corretto e a fertilizzarli saltuariamente
e magari con prodotti poco adatti, senza seguire un preciso schema.
Tutto ciò porterà ad
avere piante sempre meno rigogliose, e purtroppo in alcuni casi anche
al perimento della stessa.
Innaffiatura
L'innaffiatura è un'operazione
indispensabile, la cui mancanza provoca un danno piuttosto visibile
e rapido alla pianta con l'avvizzimento fogliare e di seguito dei
rami più giovani, fino ad un progressivo disseccamento degli stessi
se lo stato di carenza persiste al ungo.
L'eccesso di zelo nelle
annaffiature d'altra parte, può portare ed effetti quali il marciume
radicale ed il conseguente decesso della pianta.
La quantità d'acqua da
utilizzare e le modalità di somministrazione dipendono dalla stagione,
dall'essenza e dalle dimensione del vaso. Una regola generale, è quella
di spettare che il terriccio si asciughi completamente tra una annaffiatura
e l'altra, questo non è però applicabile alle specie tropicali (ad
ee: ficus) per le quali è suggeribile mantenere un'umidità costante.
Durante la stagione estiva,
è suggeribile procedere all'irrigazione nelle ore serali, per evitare
un surriscaldamento dell'acqua a contatto con le radici, mentre in
inverno è consigliabile procedere nelle prime ore del mattino perché
all'imbrunire l'abbassamento della temperatura farebbe gelare l'acqua.
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Fertilizzazione

La fertilizzazione è
importante tanto quanto l'annaffiatura, è infatti tramite questa tecnica
che forniamo alla pianta buona parte delle sostanze nutritive di cui
ha bisogno, dato che le dimensioni ridotte del vaso consentono la
presenza di un quantitativo limitato di terriccio.
Di seguito diamo una
breve indicazione delle proprietà di alcuni elementi, ricordando che
esistono concimi con elementi combinati (as es: NPK) liquidi da diluire
oppure concimi organici bilanciati sotto forma di cubetti, ottimi
da inserire nel terriccio per affrontare l'inverno, il concime organico
si scioglie con le annaffiature rilasciando gradualmente le sostanze
nutritive, è il più consigliabile a tutti i neofiti.
- Azoto (N): stimola la crescita e
la colorazione verde del fogliame.
- Fosforo (P):favorisce la crescita
della vegetazione e dell'apparato radicale.
- Potassio (K): permette la fotosintesi
ed incrementa la resistenza agli attacchi di parassiti.
- Calcio (Ca): regola la permeabilità
delle membrane cellulari ed il Ph.
- Magnesio (Mg): permette la fotosintesi
e funge da regolarizzatore degli acidi.
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Patologie
I Bonsai sono soggetti
ad una serie di patologie causate da microrganismi. L'argomento è
molto vasto e non è possibile trattarlo esaustivamente in poche righe,
di seguito daremo solo alcune indicazioni di massima sui parassiti
animali:
- Afide: Attacca soprattutto le caducifoglie
( Acero, Melo, ecc... ) e si nutre della linfa dalla pianta. Si
manifesta normalmente in primavera sui rami più giovani, il risultato
di un attacco da parte degli afidi è un indebolimento progressivo
della pianta. Si consiglia di utilizzare i normali antiparassitari
specifici reperibili in commercio.
- Cocciniglia: Parassita molto piccolo,
difficilmente visibile a occhio nudo, si presenta come un puntino
marrone o nero di circa tre mm di diametro. E' molto dannosa per
la pianta. Rimuoverlo manualmente o utilizzare i normali antiparassitari
specifici reperibili in commercio.
- Ragnetto Rosso: anch'esso difficile
da notare per via delle dimensioni. Si annida prevalentemente
sulla pagina inferiore delle foglie dove si nutre succhiandone
la linfa. Si consiglia di utilizzare i normali antiparassitari
specifici reperibili in commercio.
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Vasi
Il vaso riveste notevole
importanza nell'arte Bonsai, è un po' come la cornice per un quadro,
esso valorizza la pianta e ne esalta le caratteristiche.
In Giappone esistono
molti tipi di vasi che differiscono per forma e colore: i vasi più
utilizzati sono quelli di forma ovale, perché molto versatili, mentre
quelli rettangolari sono più formali.
In Oriente il culto del
vaso ha origini antichissime e la sua produzione è considerata una
vera e propria arte; alcuni pezzi unici creati a mano dai grandi maestri
vasai sono di gran pregio e vengono sovente esposti in mostre assieme
ai Bonsai.
Modelli di vasi
Vasi in Gres : prodotto
ad elevate temperature (1200°C circa) si ottiene un alto grado di
vetrificazione in prossimità della superficie del vaso, il tutto fornisce
una buona qualità in termini di porosità e resistenza. Può essere
smaltato, colorato in maniera vivace o con colori pastello oppure
grezzi. Vaso in Ceramica: la produzione avviene a temperatura inferiore
rispetto ai vasi in gres, ottenendo vasi più porosi ma meno resistenti.
Anche a seguito del processo di produzione, sono mediamente più economici
dei vasi in gres. Vaso in plastica: estrememente economici, non sono
considerati veri e propri vasi Bonsai, vengono infatti definiti "vasi
da coltivazione" e si utilizzano per rinvigorire la pianta. Pietra
di luna: Vaso dalla forma che richiama una mezzaluna, realizzata con
argilla o materiali di sintesi, si adatta particolarmente a stili
come Shakan e Fukinagoshi.
Esistono diverse forme
di vasi, le più comuni sono: rettangolare, rettangolare con angoli
arrotondati, esagonali, ottagonali, ovali e bassi, rotondi, alti e
stretti, ognuno adatto ad uno o più stili. La pianta non deve essere
collocata nel centro del vaso, ma leggermente di lato e indietro rispetto
al fronte, inoltre la larghezza del vaso dovrebbe essere circa 2/3
dell'altezza della pianta e la sua profondità circa uguale allo spessore
della base del tronco.
Per distogliersi dalle
comuni forme di vasi, si può optare per un vaso artigianale,
fatto a mano da un maestro vasaio, a tal proposito vi segnalo il sito
di GianPaolo scoglio, coordinatore dei Bonsai Club Piemonte-Lombardia,
che realizza degli splendidi vasi con la tecnica della ceramica Raku: www.bonsaifactory.it
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Tavolini
Il bonsai, in occasione
di mostre, o semplicemente per realizzare un Tokonoma (angolo espositivo)
va collocato su un tavolino. Esso può essere realizzato in diverse
forme e dimensioni dal modello semplice e lineare a quello elaborato
ed arricchito con intarsi. Spesso sono realizzati con essenze pregiate
come l'ebano, il noce, la rosa, il rovere, e la radica.
A volte per l'esposizioni
si realizzano veri e proprie espositori multipli, delle specie di
bacheche raffinate a più ripiani per ospitare Bonsai, Kusamono e Suiseki.
Non è inusuale notare
bonsai accompagnati da sculture in giada, legno o ceramica rappresentanti
animali, personaggi dell'antica tradizione Giapponese o vecchi saggi
Cinesi.
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Attrezzi 
La lavorazione di un
bonsai richiede un'attrezzatura idonea in quanto ogni singolo attrezzo
ha una sua ben precisa funzione, esiste un attrezzo adatto ad ogni
singola operazione della coltivazione Bonsai. Tuttavia, dato l'elevato
costo dell'attrezzatura, si suggerisce di acquistare solo alcuni strumenti
specifici, mente molti possono essere sostituiti da attrezzi generici
reperibili in qualunque Garden Center.
Lo strumento fondamentale
per la coltivazione Bonsai è il tronchese concavo che permette l'asportazione
di rami creando un taglio "a goccia" che favorisce una rapida
rimarginazione delle ferite senza lasciare tracce.
Sul mercato si possono
trovare attrezzi Giapponesi o Cinesi, i migliori sono ovviamente i
Giapponesi, caratterizzati da un'alta precisione di taglio e da maggiore
durata.
I principali attrezzi
sono:
- Forbice per radici: forbici robuste
per la potature delle radici, con ampia impugnatura per facilitarne
l'utilizzo;
- Forbice per rami sottili: forbici
con manici lunghi che permettono di eliminare i rametti anche
nei punti più difficili da raggiungere;
- Tronchese a taglio concavo:
permette l'asportazione di rami creando un taglio "a goccia"
che favorisce una rapida rimarginazione delle ferite senza lasciare
tracce;
- Tronchese a taglio sferico:
molto simile al tronchese concavo, produce però un taglio sferico,
ed è l'ideale per recidere i rami alla base;
- Tronchese per il filo: indispensabile
per rimuovere il filo metallico;
- Seghetto: per effettuare tagli
di una certa entità o capitozzature;
- Filo in alluminio ramato:
si utilizza per avvolgere i rami che si desidera modellare;
- Bastoncino: utile durante
i rinvasi per districare le radici e per far penetrare il terriccio
all'interno delle radici durante il rinvaso.
- Tavolo girevole: permette
l'osservazione di un Bonsai da qualsiasi lato per una facilitarne
la lavorazione;
- Leve e martinetti: utili per
piegare rami di una certa consistenza e tronchi che non sarebbe
possibile piegare mediante il filo metallico.